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venerdì 2 gennaio 2026

Tra austerità e propaganda: la legge di bilancio che ha diviso la maggioranza

 di Giovanni Barbera

L’approvazione della legge di bilancio 2026 conferma in modo netto ciò che viene denunciato da tempo: il centrodestra al governo è attraversato da profonde contraddizioni interne, ma soprattutto è incapace di dare risposte reali ai bisogni sociali del Paese. Dietro la retorica della “responsabilità”, della “stabilità” e della “difesa dell’interesse nazionale”, la maggioranza ha approvato una manovra che non segna alcuna discontinuità rispetto alle politiche di austerità, accettando pienamente i vincoli europei e scaricando i costi su lavoratori, pensionati e ceti popolari.

La legge di bilancio 2026, più che uno strumento di programmazione economica, si è rivelata un terreno di scontro interno al centrodestra, segnato da mediazioni al ribasso e compromessi opachi tra interessi divergenti e identità politiche in competizione permanente. Ma al di là delle tensioni tra alleati, ciò che emerge con chiarezza è che queste divisioni non hanno prodotto alcuna correzione di rotta sul piano sociale: il risultato finale è una manovra regressiva, che aggrava le disuguaglianze e lascia irrisolte le principali emergenze del Paese, dai salari bassi alla precarietà, dalla crisi del welfare al diritto alla casa.