di Giovanni Barbera
Mentre la Premier rivendica con orgoglio la sua missione diplomatica in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, spacciandola come la chiave magica per la nostra futura indipendenza, i dati reali diffusi nelle ultime ore dall’Ansa ci consegnano una verità ben più amara e concreta. Mentre si parla di accordi strategici a migliaia di chilometri di distanza, nelle stazioni di servizio italiane si consuma uno sciacallaggio senza precedenti che il Governo finge di non vedere. Il prezzo del gasolio ha sfondato la quota psicologica dei due euro, arrivando a toccare i 2,13 euro al litro in modalità servito, mentre la benzina si attesta stabilmente sopra gli 1,77 euro. Tutto ciò nonostante la riduzione delle accise. È l'evidenza plastica del fallimento di un sovranismo di facciata che finisce esattamente dove inizia il tubo di un gasdotto o la borsa dei carburanti. Questo esecutivo resta a guardare mentre la speculazione energetica svuota i risparmi dei cittadini proprio nei giorni in cui il diritto alla mobilità dovrebbe essere garantito e non tassato come un lusso per pochi privilegiati.
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