di Giovanni Barbera
E alla fine ci sono riusciti anche loro. I leader europei, rimasti a margine dei veri tavoli negoziali, hanno deciso di fare il loro ingresso in scena. Non con una proposta di pace, certo, ma con un documento che sa di ultimatum: resa della Russia o proseguimento della carneficina, con aiuti militari ed economici all’Ucraina.
Eccoli, i grandi strateghi di Bruxelles e dintorni, sempre pronti a trasformare la tragedia ucraina in una passerella diplomatica, sempre più zelanti nel proclamare la loro “solidarietà incrollabile” – che, tradotta, significa più armi, più sanzioni, più guerra. D’altronde, cosa mai potrebbero proporre dei leader che da anni hanno perso qualsiasi autonomia politica, ridotti a ventriloqui della NATO e a comparse del teatro di Washington?